ANGIOLOGIA/FLEBOLOGIA / Safena Laser Indolore

Grazie alla nuova tecnica di Fotocoagulazione ELVeS (Endo Laser Vein System) oggi è possibile eliminare le varici senza asportare chirurgicamente la safena, che viene infatti “chiusa” dal suo interno mediante una sottilissima fibra ottica (diametro di mezzo millimetro) collegata ad un laser. Questa fibra, che viene inserita nella vena, emette una serie di lampi di luce rossa che fanno “appassire” la safena riducendola fino a scomparire, riassorbita naturalmente dal corpo.
E’ metodologia efficace ed innovativa, un semplice intervento ambulatoriale in anestesia locale, senza bisogno di esami preliminari e degenza post-operatoria. Dopo l’intervento infatti potrai tornare a casa da solo/a sulle tue gambe, con una semplice fasciatura elastica, e riprendere la tua normale attività il giorno dopo.

L’INTERVENTO: UNA CHIRURGIA SENZA BISTURI
Con la Fotocoagulazione Laser ELVeS risolvi tutti i problemi delle tue gambe
senza dolore, senza cicatrici e senza degenza!

Questo tipo di intervento effettuato dagli specialisti dell’Istituto KIBA è considerato il più efficace, il meno traumatico e il più delicato oggi esistente.
Grazie all’intervento ELVeS si può finalmente dire addio al ricovero ospedaliero, all’anestesia spinale o generale, agli ematomi, alle ferite chirurgiche, al dolore ed alla fastidiosa convalescenza che caratterizza la classica safectomia, eseguita con la tecnica dello “stripping”, che prevede che la vena venga letteralmente “strappata” dalla gamba.

Ecco le 5 fasi dell’intervento:

1 • La prima fase è rappresentata dal cosiddetto “mappaggio ecocolordoppler”, dove il chirurgo, proprio attraverso questo strumento, è in grado di definire e segnare sulla cute il percorso della safena, la sede di origine delle varici ed il punto più idoneo per introdurre la fibra.

SafenaLaser1

2 • Viene eseguita una microincisione cutanea a livello del punto prescelto (di solito a livello della piega del ginocchio), da cui si introdurrà nella safena malata, dalla quale di solito originano le varici, la fibra ottica. Questa viene inserita e fatta salire verso l’alto, posizionandola sotto guida ecografica, esattamente ad un centimetro dalla congiunzione safeno-femorale. Non ci sono veri e propri tagli in quanto la fibra ha un diametro di mezzo millimetro.

3 • La somministrazione dell’anestesia locale perisafenica non richiede alcuna iniezione. Attraverso la medesima microincisione eseguita per l’introduzione della fibra si inserisce infatti una sottilissima cannula che viene spinta verso l’alto mentre si inietta la soluzione anestetica. Questa soluzione è estremamente diluita (0,1%), ma agisce in modo ottimale azzerando il dolore in quanto è a diretto contatto della safena e viene somministrata sotto guida ecografica.

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4 • A questo punto si attiva il laser a diodi collegato alla fibra ottica, che farà emettere alla stessa una serie di lampi rossi. Il chirurgo dell’istituto KIBA comincia a retrarre lentamente la fibra ad una velocità prestabilita, determinando così la chiusura progressiva della vena. La safena così trattata si ridurrà ben presto ad un cordoncino fibroso e le varici che da questa si originavano, non ricevendo più sangue, spariscono da sole.

5 • Terminato l’intervento, che dura all’incirca una trentina di minuti, il paziente indossa una calza elastica, si alza autonomamente dal lettino operatorio e cammina verso una poltrona, dove starà seduto per circa un quarto d’ora, giusto il tempo di sorseggiare un te o un caffè. Trascorso tale termine, si potrà vestire e tornare a casa camminando con le proprie gambe.